Con la bambola in tasca
Ispirato alla favola "Vassilissa la bella" di Afanasiev
dai 3 ai 7 anni
testo Bruno Stori
regia Letizia Quintavalla
con Flavia Armenzoni/Laura Magni
musica Alessandro Nidi
scene e costumi Armenzoni/Quintavalla
tecnico Yannick De Sousa
si ringrazia per la collaborazione Dominique Tack
L`INTUITO COME INIZIAZIONE
Vassilissa è la storia del passaggio di madre in figlia, da una generazione all`altra, del potere femminile dell`intuito, simbolizzato dalla bambola che Vassilissa tiene sempre dentro la tasca, cioè la capacità di vedere dentro, di ascoltare, di sentire e sapere veloci come il fulmine, di comprendere che spesso le cose non sono come appaiono e si ricorre all`intuito per scoprirle. Nell`antico racconto russo l`iniziazione è messa in atto dall`esecuzione di determinati compiti.
Il fine è una relazione affettuosa e sincera con questo essere che chiamiamo "la donna sapiente", la vecchia dea selvaggia, la Baba Jaga, alla quale Vassilissa chiede il fuoco. La ricerca del fuoco costringe la bambina a lasciare la casa e entrare, rabbrividendo, in una vita nuova.
Dunque allentare la presa sullo splendente archetipo della madre dolce e buona è il primo passo. Lasciamo il capezzolo e impariamo ad andare a caccia. C`è una madre selvaggia che ci aspetta, per insegnarci. Ma nel contempo dobbiamo tenerci strette alla bambola mentre ne apprendiamo gli usi.
Nel raccontare una storia la relazione è tutto.
Nella tradizione "cantadora" c`è la "invitada", l`ospite, ovvero la sedia vuota presente sempre durante il racconto. Allora, talvolta, l`anima di una o più persone siede, perché ha una necessità. L`ospite sempre esprime i bisogni di tutti.
...Su ogni storia deve cadere qualche goccia di sangue, se deve essere di medicamento: storia come medicina
...Sempre quando si narra una storia cala la notte...
(da "Le donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estès)
Un`attrice interpreta la strega Baba Jaga e una bambina catturata tra il pubblico sarà Vassilissa, la protagonista della storia.
La relazione tra i due personaggi quindi varia ad ogni rappresentazione.
Gli altri bambini assistono alla storia vicini, molto vicini alla casa della strega, in uno spazio delimitato da un cerchio rosso.
La scommessa dello spettacolo è quella di fare del teatro insieme agli spettatori- bambini, i maggiori esperti dell`arte del giocare.
"Li portammo sull`orlo del baratro e ordinammo loro di volare.
Resistevano. Volate, dicemmo.
Continuavano a opporre resistenza.
Li spingemmo oltre il bordo.
E volarono"
Mamma -Ecco questa bambola è per te, tesoro mio. Se ti perderai o avrai bisogno di aiuto, domanda a lei che fare e lei ti risponderà. Tienila sempre con te, in tasca. Ma non mostrarla a nessuno e nutrila quando ha fame-
Matrigna -Facciamo in modo che il fuoco si estingua e poi mandiamo Vassilissa nella foresta della Baba Jaga, la strega, a chiedere il fuoco. E quando ci sarà la Baba Jaga, la vecchia se la mangerà-
Vassilissa -Benissimo, lo farò! -
Baba Jaga -Non potrò darti il fuoco finchè non avrai fatto del lavoro per me ... Lavami i vestiti, scopa il cortile e la casa, preparami da mangiare-
Bambola -Non preoccuparti ci penserò io, ora dormi-
E la Baba Jaga le diede finalmente il fuoco: strappò dallo steccato un teschio dagli occhi ardenti, lo infilò su un bastone, glielo consegnò e le disse: "Ecco il tuo fuoco, vattene".
Era notte Vassilissa attraversò il bosco con il teschio sul bastone, con il fuoco che usciva dall`orecchio, dall`occhio, dal naso e dalla bocca...che faceva paura. Vassilissa entrò in casa trionfante, ma il teschio sul bastone osservava ogni mossa delle sorellastre e della matrigna e il mattino dopo...