testo e regia Bruno Stori con Piergiorgio Gallicani e Morello Rinaldi musiche a cura di Mauro Casappa ideazione luci Emiliano Curà si ringrazia Alberto Spadoni dai 3 anni
C`era un bambino. Era un bambino invisibile, così piccolo che nessuno riusciva a vederlo. Tutto, per lui, era un intreccio di curiosità e di paura. Tutte le cose del mondo potevano trasformarsi in una minaccia. Ma lui era attratto da quel mondo grande e terribile, perché sentiva il richiamo irresistibile della vita. Per questo disobbedisce alla madre, per questo esce di casa, attraversa l`erba, guarda gli animali, si meraviglia di fronte alla bellezza del mondo. È allora che un bue lo inghiotte. Così inizia il viaggio di Pinicorillo.
La fiaba di Pinicorillo, una delle tantissime versioni della antica storia del bambino invisibile che diventa grande dopo essere stato inghiottito ed espulso da un animale, tocca temi di grande intensità simbolica, che alludono alla rinascita, alla trasformazione dell`individuo, ai riti di iniziazione e maturazione che coinvolgono profondamente la figura e il ruolo dei genitori. Come si diventa grandi? Come si separa la propria identità da quella della madre? A cosa serve la presenza del padre, la sua capacità di rafforzare coraggio e sicurezza del figlio? Lo spettacolo sviluppa e approfondisce questi nuclei tematici attraverso la fusione di due diverse lingue teatrali, una narrativa e una visiva e sonora. Il racconto iniziale della fiaba in terza persona, riferita come "vera" da un attore/narratore, viene poi rappresentato e rivissuto emotivamente per forza di immagini e suoni, per stati d`animo, procedendo per associazioni come in un sogno.
Il viaggio nella bellezza del mondo e poi nel ventre del grande bue, che evoca analoghi riti di iniziazione e trasformazione presenti in tante culture e in tante creazioni dell`arte e del mito (Pinocchio e il Pescecane, Giona e la balena), diventa un percorso, di forte impatto emotivo, prima tra oggetti e animali, poi tra suoni e odori, che Pinicorillo non può che percepire come immensi e straordinari dal suo punto di vista di essere così piccolo da essere invisibile. Finche l`invisibilità non cessa, al termine di quel viaggio nel buio delle viscere animali, che coincide con la necessità dei figli di essere "visti" davvero, la necessità che lo sguardo dei genitori si posi su di loro, uno sguardo che rafforzi e separi, nel percorso che porta finalmente a crescere.