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19 Maggio 2013
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| MAGGIO ALL`INFANZIA, APPRODA A BARI IL TEATRO DELLE BRICIOLE |
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| "Il viaggio ovvero una storia di due vecchi" va in scena nell`ambito della manifestazione puglies... |
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| Appuntamenti in agenda (19) |
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Dal 26 Ottobre al 4 Maggio
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| SERATA AL PARCO 2012/2013 |
| Il 13 e il 20 ottobre apertura straordinaria della biglietteria per la campagna abbonamenti del... |
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9 Aprile - 21:00 h.
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| ONT+/2 |
| Il secondo capitolo del progetto `Osservazione nuovi talenti`, che porta in scena le migliori nuove realtà del teatro di ricerca italiano. Introduce la serata un concerto degli Eua, gruppo folk-punk-swing, in collaborazione con BoulevArt |
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Ore 19 EUA in concerto (ingresso gratuito) ***** Dalle ore 21
Odemà A tua immagine progetto drammaturgico Davide Gorla diretto e interpretato da Enrico Ballardini Giulia D`Imperio Davide Gorla musiche originali Enrico Ballardini luci Monica Gorla Francesco Collinelli
Segnalazione speciale Premio Scenario 2009 Motivazione della Giuria Un inedito e scatenato terzetto di personaggi e di attori invade la scena all`interno di una drammaturgia visionaria, in cui gli uomini interrogano la propria storia, il retaggio delle culture irrigidite, le mistificazioni operate sul nome e in nome di Dio, e dove invece, chi umano non è, mostra improvvise debolezze, cedimenti e calcoli di parte. Una messa in scena leggera e profonda, dove una ricerca d`attore, che evoca i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, incontra un livello di pensiero complesso e inusuale raccogliendo e rilanciando suggestioni da Goethe, Saramago e Pessoa per approdare a un`ipotesi inedita.
Circondati dalle nebbie di un non luogo, ci troviamo dinanzi a dei personaggi altolocatissimi. Il primo di essi è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri e i privilegi che comporta questo essere figlio suo. Il secondo, il padre, sembra tergiversare dinanzi a queste richieste. Infine il terzo è venuto perché anch`egli può trarre degli interessi da questa unione. Ed è proprio il terzo personaggio, questo diavolo, un po` triste e un po` ironico, a introdurci in un quadro famigliare terribile: quello di Lui, di Dio e di suo figlio Gesù. Parla di un Dio pessimo, ambizioso e insensibile più di chiunque altro alla pena e al dolore. Unico suo scopo, dominare sulle genti. Ben vengano, se utili, il sacrificio dell`unico figlio e altre nefandezze, tali da far sperare al diavolo stesso che non venga attribuita a lui la colpa di tutto questo. Un progetto che si porta dietro la più orrenda, interminabile scia di morte, soprusi e nefandezze che la storia ricordi e che è ancora miracolosamente in vita oggi. Progetto fin troppo umano e materiale per essere volontà divina, che da un lato sottrae al testo e ai personaggi un peso altrimenti insostenibile e dall`altro mette in risalto la mollezza di una società facile da plasmare e controllare. Il fortissimo disagio del personaggio (come un`ape in un luogo senza fiori) è anche il nostro nei confronti di una cultura che da millenni ci opprime, facendo leva su un assurdo ricatto morale. Illusione nel nome della quale si tengono nell`ignoranza popoli interi. Disagio che ci porta a lanciare questa provocazione, per niente velata, dati gli argomenti in questione; anche se l`intento, più che sollevare polemiche dovute alle parole grosse, è un invito a una riflessione intima. Il progetto nasce dall`incontro umano e artistico tra Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D`Imperio, con l`intento di far convergere le esperienze di ognuno in un percorso creativo comune. Tra le occasioni di incontro, lo spettacolo Quando usciremo, in scena a Milano allo spazio Zazie nel 2006, diretto e interpretato da Davide Gorla ed Enrico Ballardini. A Tua Immagine è il primo progetto che vede noi tre uniti alla lavorazione di uno spettacolo a livello di scrittura, regia e interpretazione. ...................................................................................
Codice Ivan Pink, Me & The Roses drammaturgia originale collettiva di e con Anna Destefanis Leonardo Mazzi Benno Steinegger
Lo scorpione, portato sulla schiena della rana per attraversare il fiume, punge la rana. La rana morendo chiede allo scorpione: "Perché mi hai punto, visto che in questo modo moriremo entrambi?". Lo scorpione risponde: "Perché è nella mia natura". Esopo
Pink, Me & The Roses è un decadimento. Un "concerto" in cui il vecchio rocker suona musica che parla di musica. La morte-suicidio dello pseudo-attore e della pseudo-scena. Tutto sembra tendere al basso, distruggersi e ricomporsi in un gioco senza storia. Ci chiediamo dov`è il dentro e dov`è il fuori, dov`è il limite tra il corpo del performer e quello del personaggio, tra lo spettacolo come evento linguistico e la sua distruzione, dove sono i limiti tra le cose, tra rana e scorpione, tra vittoria e sconfitta, tra bene e male. Pink, Me & The Roses è - un palloncino - una parrucca - una poltrona - un golf - del linoleum - un coltello in una bocca - del pvc - un trespallet - due tacchi - e anche... un occhio di bue su due ruote. Ma Pink, Me & The Roses è anche e soprattutto un palloncino che esplode, il tutto che procede, comunque, a strattoni e per continui inceppi, in un dispositivo in cui l`errore è inevitabile e accettato come tale. Siamo rimasti imprigionati, non nostro malgrado ma volontariamente, dentro il teatro stesso. Pink, Me & The Roses non solo rivela ciò che succede dietro le quinte, ma anche come si è arrivati alla messa in scena: il processo. Il making off irrompe in una scena essenziale: pochi oggetti, pochi colori, poco spazio e ben marcato. Ancora una volta si tenta di costruire l`ennesima finzione, ma siamo oltre la narrazione e l`inganno non regge più. Improvvisamente la scatola nera diventa bianca: la vita irrompe, si presenta, è lì, imbarazzante, ti guarda e come è arrivata si allontana, torna dietro la maschera. Durante il processo siamo saltati da un piano a un altro di analisi, cercando di capire chi fosse la rana e chi fosse lo scorpione. Abbiamo individuato nel teatro lo strumento di auto-determinazione per eccellenza, il passaggio concesso per attraversare il fiume (la rana); e nell`attore il conflitto perenne tra la propria natura e la necessità di divenire altro - il desiderio di attraversare il fiume (lo scorpione).
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