La storia vera della donna che nei ghetti di Managua sfida la legge del più forte per ridare un futuro ai bambini di strada. Il Teatro reinventato dallo Spettatore secondo Gherzi e Floridia
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Ore 21
Compagnia del Teatro dell’Argine/Gigi Gherzi
La strada di Pacha
di Gigi Gherzi e Pietro Floridia
con Gigi Gherzi
scene Pietro Floridia, Gabriele Silva
video Ericailcane, Alicja Borkowska
aiuto regia Alicja Borkowska
regia Pietro Floridia
Gli spettatori entrano in uno strano e magico museo. Davanti a loro sculture, video, giochi interattivi che li spingono a scrivere. L’attore raccoglie i loro scritti e comincia a intrecciarli con la soria di Pacha, che è una donna nera, che vive in Nicaragua e lavora con i bambini di strada. Nel suo passato l’infanzia in un paesino sul mare, poi la guerra, l’esilio, la vita nelle bande giovanili. Nel suo presente l’amore per la sua città, il suo lavoro nei quartieri più poveri, vicina agli ultimi. Gli spettatori ascoltano e ritornano a scrivere. Sono loro che creano l’evento. Improvvisato ogni sera, con storie ed episodi sempre diversi.
Lo spettatore viene posto al centro dell’incontro, gli viene chiesto di mettersi in gioco, con la propria scrittura, le proprie parole, la propria intelligenza. All’attore viene chiesto di rinunciare a qualsiasi tipo di copione fisso, di testo a memoria. L’attore sta nel cerchio degli spettatori come un narratore attorno al fuoco, col suo patrimonio di storie, aneddoti, esperienze, riflessioni che riguardano Pacha e la sua vita. Succede il miracolo. Quella storia, solo in apparenza lontana, diventa oggetto appassionato di attenzione, di riflessione, di domande.
La strada di Pacha non rinuncia al teatro, lo reinventa nell’incontro con lo spettatore, all’interno dei cerchi che si formano, dei percorsi creativi in cui si uniscono gli sforzi dello spettatore e dell’attore.
Ci sono domande a cui rispondere, fotografie da osservare e da decifrare, stimoli e storie che attore e spettatori si scambiano. Lo spazio di Pacha: un luogo incantato, un museo della memoria che diventa comunità presente e viva del pubblico, nella magia dell’attimo, di un evento irripetibile, perché ogni sera spettatori e attore decideranno di percorrere quella strada e non altre. Alla fine ci si dà appuntamento. Spesso gli spettatori ritornano. Hanno voglia di camminare ancora sulla strada di Pacha, di scrivere ancora, di ascoltare nuove storie, di saperne di più di lei, del suo paese, del suo mondo. Di capire attraverso la sua storia chi siamo noi adesso, i nostri amori, le nostre domande, le nostre pulsioni più care. L’evento diventa rito. Rito dell’incontro a teatro. Teatro dello spettatore.
Pietro Floridia e Gigi Gherzi
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